Il bambino rifiuta di fare sport? La risposta del nostro coach Michele de Santis al quesito di un padre

Il banbino si rifiuta di fare sport, come ci possiamo compartare noi genitori?

Un quesito di un papà arrivato a Modenabimbi.it per il nostro esperto di PNL Michele de Santis:

Caro Michele,
sono papà di un bambino Luca, 6 anni  e Lorenzo, un mese ieri.
Luca è un bambino adorabile, estremamente affettuoso con suo fratello neonato e con noi genitori. E’ un bimbo educato e vivace ma da qualche mese non riesco più a fargli fare attività sportiva e attività di gruppo in genere. In sequenza abbiamo lasciato il corso di inglese, il nuoto e il minibasket.

Tutte attività mai praticate contemporaneamente. E’ come se si fosse bruciato e ora ogni mia proposta viene cassata senza nemmeno provare. Forse sbaglio il modo in cui le propongo?

Papà Paolo

 

Risponde Michele de Santis:

Caro Paolo,
congratulazioni sia per Luca sia per Lorenzo!
Di solito, ho bisogno di raccogliere molte più informazioni per poter cercare di dare una risposta che possa sembrare per lo meno “intelligente”. Nelle tue sei righe, mi hai dato gli ingredienti (Luca, bambino adorabile, estremamente affettuoso, educato e vivace e tu che non riesci a fargli fare attività sportiva e di gruppo in genere),anche se per fare una torta occorre sapere le dosi giuste per ogni singolo ingrediente…

Comunque, visto che io sono un cuoco eccezionale, vado a occhio come faceva mia nonna e provo a farmi andare bene quello che nelle ricette si trova sotto la voce q.b. (quanto basta)!
Tieni conto che oltre che una risposta tecnica come programmatore neurolinguistico, a fianco e dentro ci sarà anche l’anima di un padre di 3 figli…
Veniamo a noi!

Se Lorenzo ha poco più di un mese, si presume che ci siano stati altri 9 + 1 mesi di cambiamento che hanno coinvolto Luca e tutto il vostro nucleo familiare.
Luca probabilmente ha trovato risposta ai suoi bisogni nel suo ruolo positivo (affettuoso con suo fratello neonato e con te e con tua moglie).
A 5 anni, quasi sei, ha dimostrato una capacità adattiva alla nuova situazione non da darsi per scontata. Sicuramente sarete stati molto bravi tu e tua moglie nel renderlo partecipe della situazione, rinforzando ogni comportamento positivo.

In Pnl, noi partiamo sempre dal rispolverare quali sono gli obiettivi! Pertanto, Paolo ti chiedo quale sia il tuo obiettivo di padre per Luca.
Il corso di inglese, il nuoto e il minibasket sono sempre e solo strumenti per raggiungere gli obiettivi e mai obiettivi in sè!
Se per te come padre, l’obiettivo primo è favorire la crescita armonica di tuo figlio per il raggiungimento della sua piena felicità, scusa il mio essere diretto… chi se ne importa se in questa fase non riesci a fargli fare attività sportiva o di gruppo.

Forse non sbagli, come scrivi, il modo il cui gli proponi tali attività, forse semplicemente occorre che come padre tu ti metta in ascolto di quelle che sono le sue reali e più pressanti esigenze: stare con voi! 

La paura di essere messi da parte con l’arrivo di un fratellino è sempre presente.
I tuoi tentativi di questi mesi vanno esattamente nella direzione opposta: fare entrare Luca in gruppi altri, a latere della famiglia.

Il focus va spostato da te e il tuo modo di proporre e dall’attività in sè e va riportato su di lui.
Come esperto di comunicazione, lasciati suggerire che come genitore è molto più importante ascoltare, osservare (noi diciamo calibrare) che proporre, dire, guidare.
Tutto questo fino a che continuerà ad esserci un “buon funzionamento”, ovvero quando a scuola con gli amici non si isola, con la famiglia si sente … a casa e protetto.

Nel momento in cui ci si allontana dall’obiettivo, allora sì che occorre inserire degli strumenti (quali attività extrascolastiche) per fargli apprendere nuove regole comportamentali e nuovi valori guida.
Nel frattempo, godetevi questo momento familiare e uscite, vi prego,dalla logica che i nostri figli debbano fare qualcosa soprattutto in un momento di riassetto e di riequilibrio così delicato come il vostro.

Tutto lo straordinario,
Michele De Santis, life coach, Master in Programmazione Neuro Linguistica e in Reiki 

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