Parliamo di Dsa con la testimonianza di Elena Fini, seconda parte

Un articolo che parla di dislessia scritto da una mamma, pedagogista, che sta vivendo in prima persona il problema di avere figli con disturbi specifici d’apprendimento.

 

Seconda parte

Se fino ad ora ho visto questo come un problema, ho dato colpe (al DNA, ai geni!), ho vissuto il dramma delle incomprensioni (col marito, gli insegnanti…), ho perso la pazienza coi figli tentando di “normalizzarli”…ora ho trovato pace vedendo i lati positivi della cosa:

LA CREATIVITA’ CI CONTRADDISTINGUE, CI FA FARE COSE STRAORDINARIE

(anche se la società a volte tenta a soffocarle, qualcuno ce le riconosce, molti le invidiano, i più non capiscono come possiamo farle).

Mi son guardata indietro ed ho spaziato per trovare lati nuovi sconosciuti ai trattati.

Rimanendo in ambito professionale, prima ancora dei nuovi studi a riguardo che han dato un nome a questo problema, ho sempre notato in questi ragazzini che ho seguito in ambito pubblico lavorativo o di volontariato o privato (bimbi a lezione) una caratteristica comune ai miei figli: SONO BAMBINI TOTALI, con una capacità straordinaria di VIVERE TOTALMENTE UN’ESPERIENZA ANCHE CON IL CORPO.

Non riescono a stare fermi concentrati su un concetto totalmente astratto o scritto su foglio a due dimensioni. Loro contano con le dita, salgono sulla tavola assieme al libro, imparano giocando o ascoltando non leggendo, ascoltano chi li guarda negli occhi non chi è girato alla lavagna dando loro le spalle.

Nel mondo esterno, negli sport ad esempio, non stanno alle regole che esulano dalle loro esigenze di Libertà di Espressione. Gli piace ballare ma non imparare coreografie a memoria, giocare nell’acqua ma non nuotare in corsia, giocare in squadra ma non stare in panchina…

Accettano di buon grado ciò che sa coinvolgerli totalmente come esperienze di campeggio, centro estivo nella natura, sport creativi ed intuitivi. Non a caso tutti i DSA amano arrampicare o andare in mountain-bike o fare snow-board in piste spaziose, inoltre si trovano bene agli scout…

Amano lasciarsi trasportare dalla musica e suonare, comporre liberamente: inventare parole sulle musiche e suonare sui testi fatti cantando parole e poesie. Odiano gli spartiti. Sono INNATI E NATURALMENTE MOLTO DOTATI per le arti.

HANNO UN GRAN SENSO DEL RITMO.

Difficilmente sono obbedienti, anche coatti tendono a ribellarsi. Devono prima essere convinti che l’indicazione sia BUONA PER LORO O GIUSTA prima di eseguirla, altrimenti si spezzano ma non si piegano.

Quando lo fanno è pericoloso (tengono dentro una bomba emotiva). Non concepiscono le punizioni che si rivelano del tutto inutili come deterrente futuro. Sono impulsivi ma anche estremamente generosi nel donarsi. AMANO TOTALMENTE.

Se vien dato loro lo SPAZIO, strumenti e l’occasione per esprimersi liberamente possono dare moltissimo ed Inventare cose straordinarie. I più grandi musicisti, pittori, inventori, attori, imprenditori, politici e personaggi famosi del mondo erano-sono dislessici. I più celebri ed importanti del passato Leonardo da Vinci, Albert Einstein, Galileo Galilei, Walt Disney (oltre a Carlo Magno, Napoleone, Winston Churchill…).

HANNO INGEGNO PER INVENTARE COSE NUOVE E VEDERE OLTRE CIO’ CHE I NORMALI VEDONO. ESCONO DAL SEMINATO (per questo irritano e vengono penalizzati a volte emarginati, incompresi…), ma proprio per questa capacità sanno andare SULLE RIGHE ED OLTRE L’ORIZZONTE. Rappresentano, incarnano LA POSSIBILITA’ DI EVOLUZIONE.

Perciò io non mi preoccuperei perché non sanno imparare a memoria la storia (se sono come me è anche per un blocco psicologico: guardare i tg e studiare storia come tradizionalmente fatti, significa guardare e banalizzare tutta l’evoluzione umana in guerre, divisioni, armi, violenza, scoperte infauste come le bombe… A che serve? Per replicare delle piaghe? Meglio guardare e ricordare altro!)…

I “DSA” NON LEGGONO LA STORIA, LORO LA SCRIVONO!

Elena Fini

Leggi la prima parte dell’articolo: Parliamo di dsa 1° parte.

 

Anche tu hai un figlio con Dsa? Come state vivendo questa esperienza? Se c’è lo vuoi raccontare lascia un commento qui sotto, grazie.

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