Il regalo piu’ prezioso, nuovo articolo della pedagogista Elena Fini

Si avvicina il Natale e molti bimbi han gia’ scritto la letterina…

I bambini vogliono tanto bene ai loro genitori che scrivono sulla letterina quello che gli adulti della famiglia e della televisione (nella pubblicità) vorrebbero sentirsi chiedere: giocattoli, pc, videogames, bambole e pupazzi insomma… oggetti, oggetti, oggetti. Per gli adulti significa un piccolo sacrificio economico ed una libera uscita di shopping … e la coscienza di babbo e mamma natale sono a posto.

Il desiderio piu’ vero e profondo di un bambino e’ quello di ESSERE E SENTIRSI AMATO che significa in concreto cure, carezze, buone parole, stima, educazione ai valori della vita e… TEMPO ASSIEME. Insomma il regalo piu’ bello sarebbe avere l’adulto accanto per piu’ tempo durante ogni giornata della sua infanzia che presto passera’ ma certo rimarra’ il segno di questo periodo fondamentale della vita, un imprinting, fin dalla piu’ tenera eta’ della nascita e delle prime cure.

Coccole, allattamento materno, abbraccio paterno rassicurante, lettura calma e concentrata di favole la sera e magari anche durante il giorno, caldi bagnetti, bacini sulla bua, latte caldo e ogni tanto dolcetti, giochi creativi assieme, complimenti per i risultati nel disegno libero, nella costruzione, nello sport, a scuola, nel comportamento a casa, coi fratelli e gli amici: anche se accade una volta su mille serve da rinforzo positivo per incentivarne la replica.

Alle volte il bambino spesso malato o che non va bene a scuola o che si comporta male o che non mangia o mangia troppo… e’ solo alla ricerca di attenzione dell’adulto, di quelle cure, attenzioni, tempo che sono in qualche modo o in qualche tempo venuti meno.

IL TEMPO COME REGALO DUNQUE SIA DENTRO CHE FUORI DI CASA. Se a casa non e’ possibile tenere un animaletto da compagnia allora si puo’ andare in fattoria, se a casa meglio non sporcare o la mamma non sa inventare allora si puo’ andare al laboratorio del cea o dell’associazione che conosce lei, se abbiamo pochi libri e gia’ tutti letti si puo’ andare alla biblioteca dei piccoli, se i nostri giochi non ci stimolano piu’ si puo’ andare in ludoteca, al Centro per le famiglie o al mercatino dei bambini x lo scambio dell’usato. Se la domenica non sappiamo cosa fare allora invece di starci ad annoiare meglio andare al teatro a vedere uno spettacolo o a una lettura per ragazzi… l’importante per un bimbo e’ che tutte queste cose siano vissute ASSIEME CON COINVOLGIMENTO EMOTIVO DA ENTRAMBE LE PARTI, come un’avventura e una bella esperienza per entrambi.

ANZI “MEGLISSIMO” SE CON TUTTA LA FAMIGLIA AL COMPLETO mamma, papa’ e fratellini (anche se “rompono” non esito solo io!). Altrimenti, piuttosto che uscire da soli (con adulto custode) o con estranei, meglio a casa col genitore ad annoiarsi, anche nelle vacanze estive o di Natale. Che tristezza poi quei bimbi che alla loro partita non hanno il genitore a fare il tifo, che allo spettacolo della scuola hanno uno zio, che alla prima uscita scout non sono accompagnati ed al rientro non si chiede come è andata con entusiasmo e sincera curiosità per le cose nuove imparate…

Il tempo prezioso speso dal contadino per la preparazione del terreno e per la semina risulta fondamentale per la raccolta futura, un terreno incolto o non curato non porta buoni frutti…
Per quanto mi riguarda ho sempre SCELTO DI VIVERE COI FIGLI a casa tutte le maternita’ anche in formula non retribuita per godere con loro di quei magici e fondamentali momenti che non si potranno piu’ recuparare, ho lottato per un part/time ed un avvicinamento a casa per poterli crescere, cerco di non delegare il RUOLO EDUCATIVO nel tempo extrascolastico e di essere coinvolta anche in quello.

HO SEMPRE PENSATO CHE I FIGLI SONO DI CHI LI CRESCE NON DI CHI LI FA.

Per questo credo molto utile la nuovissima legge che parifica i figli naturali ed adottati a quelli “di diritto”. I bambini non sono una proprietà. Mia madre si arrabbiava quando la sera, dopo aver passato tutto il giorno coi nonni, “sgattaiolavo” giù da loro invece di star su coi miei..
STARE COI FIGLI SIGNIFICA CRESCERE CON LORO E PER LORO, abbandonare i vizi per dar loro l’esempio, rinunciare a qualche divertimento e svago soli x divertirsi con altre famiglie assieme ai bimbi, significa DAR SENSO AGLI EVENTI DELLA VITA ovvero vivere intensamente momenti belli e brutti, non solo battesimi e compleanni ma anche matrimoni e funerali, anche quando sono dei nonni “perche’ adesso sono in cielo, rimangono vivi e vicini a noi e sono felici senza la malattia”.

Arriverà inesorabilmente il momento in cui ai nostri figli spunteranno le ali e se ne andranno per la loro strada, allora rimpiangeremo di non essere stati abbastanza tempo a coccolarceli e crescerli coi giusti valori… e loro magari non sapranno chi vorranno essere “da grandi”. Questo si puo’ evitare: “prevenire e’ meglio che curare”. Ma il prezzo e’ alto: sacrifici, notti insonni, lettone affollato, mille cambi quotidiani di pannolini, mutandine, letti, abiti..

La frustrazione di non aver piu’ tempo per se stessi (parrucchiera, estetista, palestra, locali, amiche e viaggi, intimita’, carriera…) eppure ho investito sul futuro non solo di mio figlio ma della società e dell’umanità intera che ha bisogno non più di persone che vivono per lavorare, per consumare, per buttare, per curarsi dai mali sociali ma di donne e di uomini nuovi capaci di prendersi seriamente responsabilità perchè forti di ciò che hanno ricevuto e perchè conoscono le cose davvero importanti nella vita: tempo e amore.

Elena Fini

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