Pnl per genitori: Cura veloce delle fobie

Continua la collaborazione con Michele de Santis, il nostro coach di Pnl, autore del libro “Pnl per genitori”. La prossima settimana a Vignola parte un’altra edizione del percorso di form-azione per apprendere in modo divertente e stimolante come migliorare la comunicazione con i bambini e i ragazzi.

Se vi interessa leggete qui: Pnl Vignola.

 

Richard Bandler, fin dall’inizio delle sue scoperte sul cervello, rimase affascinato dalla enorme capacità di apprendimento e le fobie ne sono un esempio lampante: se rimani chiuso in un ascensore, anche per pochi secondi, il tuo cervello può apprendere una fobia capace di accompagnarti per tutta la vita!

Da qui, la sfida: se una fobia può essere appresa in pochissimo tempo, potrà anche essere eliminata in pochissimo tempo, basta conoscere il meccanismo per interrompere il circuito una volta per tutte.

Per iniziare è importante far rievocare a tuo figlio il ricordo dell’ultima volta che si è trovato a sganasciarsi dalle risate e fargli raccontare l’evento fino a che non incomincia a sorridere.

A quel punto, puoi appoggiargli una mano sulla spalla in modo da ancorare questo stato positivo a quel particolare gesto: è un’ancora di salvezza, da attivare ri-poggiando la mano sulla spalla, se nel corso della tecnica la paura dovesse prendere il sopravvento!

Dopodichè, lo si invita a immaginare di recarsi al cinema (e per la prima parte questa tecnica è identica al Generatore di nuovo comportamento).

Vostro figlio entrerà in sala, si accomoderà sulla poltrona che vorrà e non appena partirà il film, proiettato sullo schermo gigante di fronte a lui1, uscirà “come uno spiritello” dal suo corpo entrando in cabina di proiezione.

In questa cabina di proiezione, alle spalle del corpo che rimane in sala, dietro un vetro molto spesso, vostro figlio troverà il costume del suo supereroe preferito (un Bakugan va benissimo, oppure da Iron Man a Superman la scelta è vastissima) e lo indosserà sentendosi invincibile.

E appoggiato su una sedia, troverà un telecomando magico che gli permetterà di controllare l’avanzamento del film.

Adesso, potrà vedere sé stesso giù in sala e sé stesso proiettato sullo schermo, mentre rivede la sua fobia più grande prendere vita (l’incontro con un ragno, l’andare in ascensore o in treno, ad esempio).

Al primo accenno di paura ponetegli la mano sulla spalla, se necessario, e fategli stoppare il filmato con il telecomando e, agendo su di esso, trasformate il filmato come volete (da colori al bianco e nero, aggiungendoci una musica da circo o comunque divertente, ridisegnando i personaggi e le cose come se fossero un cartone animato).

Per i ragni, ho trovato che immaginarseli cicciottelli, con le scarpette da clown ai piedi, con un papillon colorato e una parrucca con le treccine colorate… aiuta nell’impresa.

Mentre per l’ascensore, può essere risolutivo immaginarselo gommoso e… “rimbalzoso”.

Mia figlia Elisa, nell’estate del 2012, ha subito un deragliamento senza conseguenze fisiche, per fortuna, ma con una fobia paralizzante che in 5 minuti, grazie a questa tecnica, si è sciolta come neve al sole: la carrozza è diventata una grande caramella gommosa e i sedili erano di cioccolata buonissima, che si poteva mangiare.

La polvere nera sprigionata dai freni, nel film, si è trasformata in zucchero a velo che fluttuava nell’aria dello scompartimento.

Beh… il giorno dopo, mia moglie Ceci ha portato Elisa in treno a Bologna per testare i risultati e Elly, salendo sulla carrozza, è scoppiata a ridere e… aveva l’acquolina in bocca!!!

Quindi, fate ripartire il filmato fino alla fine dell’evento e fatelo visionare alla moviola andando all’indietro; di solito questo è sufficiente per suscitare ilarità.

Una volta guardatolo attentamente un po’ di volte avanti e indietro, chiedete a vostro figlio di uscire dalla cabina di proiezione e di ricalarsi dentro il corpo che è rimasto in sala a gustarsi il film, portandosi con sé il telecomando.

Riassociandosi al suo corpo, andrà rivisto il tutto un po’ di volte e poi si completerà la tecnica entrando nello schermo e “indossando” il protagonista del film (vostro figlio) e rivivendo il tutto in soggettiva come se la telecamera fosse in mano a lui (guardando attraverso i suoi occhi, ascoltando attraverso le sue orecchie e percependo le sensazioni attraverso il suo corpo).

Poi ci si sfilerà il figlio/abito e si ritornerà nel corpo in sala per rigustarsi il filmato per l’ultima volta.

Come avrete compreso, questa tecnica prevede una doppia associazione/dissociazione, che è la chiave per polverizzare le fobie.

Dopo il terremoto che ha colpito l’Emilia nelle giornate del 20 e del 29 maggio 2012, grazie a questa tecnica è stato possibile riportare serenità nel cuore di molti bimbi!

1 E’ importante che in questo momento giriamo la testa verso un immaginario schermo di fronte a lui, direzionando anche la nostra voce verso lo schermo, in modo da contribuire a creare un’ambientazione stereofonica in 3D.

 

 

 

 

 

 

 

 

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