L’arrivo di un fratellino può causare una regressione nel linguaggio?

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Può l’arrivo di un fratellino influire sullo sviluppo del linguaggio di un bambino, causandone addirittura una regressione? Il parere della nostra logopedista.

Gentile dottoressa, sono mamma di un bimbo di 5 anni e, leggendo il suo articolo, mi è venuto un dubbio che preferisco sottoporle prima di preoccuparmi inutilmente o, al contrario, di sottovalutarne l’importanza.

Otto mesi fa è nato il fratellino ed io mi sono accorta che il bambino pronuncia male alcune parole: si corregge se glielo faccio notare, tant’è che alcuni errori sono spariti, mentre altri persistono. Si tratta di errori sporadici, perché nel complesso parla bene, ma comunque ci sono e preferisco chiarirmi le idee.

Le faccio qualche esempio: “cimena”, “areo”, “beve” al posto di deve, “omonizzato” anziché omogeneizzato, “bassoio” anziché vassoio. Prima non lo notavo, non capisco se sia una forma di regressione o se ci sia qualche problema e, avvicinandosi l’inizio della scuola primaria, sono preoccupata. Vorrei sapere da lei innanzitutto se tutto questo è normale a cinque anni e, in caso contrario, cosa sarebbe opportuno fare.

Risposta della dottoressa Roio Maria Giovanna:

Buongiorno,
alcune volte può accadere che la nascita di un fratellino (o di una sorellina) determini una “regressione” nelle tappe evolutive del figlio maggiore.

In alcuni casi il bambino “ritorna indietro” e diventa più piccolo: magari vuole farsi imboccare quando ormai sapeva già mangiare da solo; oppure insiste per essere preso in braccio come un neonato; o ancora vuole usare il ciuccio che ormai aveva abbandonato da tempo.

Queste sono tipiche regressioni a livello comportamentale, altre volte invece coinvolgono lo sviluppo linguistico.

Ad esempio, quando, improvvisamente, un bambino che fino a poco tempo fa parlava bene comincia ad assumere espressioni verbali infantili: utilizza una voce piagnucolosa e da bambino più piccolo, commette alcuni errori linguistici che prima non accadevano (“cimena” per cinema), usa un linguaggio semplificato (niente più articoli e pronomi che prima dimostrava di conoscere bene), comincia ad avere dei balbettamenti…

Queste manifestazioni sono chiaramente espressioni di un disagio interiore nei confronti del nuovo arrivato che il bambino non riesce a controllare: “regredendo” cerca di assicurarsi maggiori attenzioni nei propri confronti da mamma e papà.

È importante però notare che questi comportamenti insorgono in una maniera del tutto inconscia per cui bisogna evitare di colpevolizzarlo.

Meglio invece dedicargli più tempo e trasmettergli fiducia, lodando i momenti in cui si comporta più da “grande”.

Ad esempio: “Hai visto come sei bravo? Hai detto una parola difficilissima!” Oppure “Come sei bravo a parlare! Magari puoi insegnare qualche parola anche a tuo fratello?”.

Solitamente questa fase di regressione linguistica è del tutto temporanea; nel caso non si risolva spontaneamente nel giro di pochi mesi consiglio di rivolgersi al logopedista per una valutazione specifica del linguaggio del bambino.

Se avete un dubbio da chiarire e volete fare anche voi una domanda alla nostra logopedista scrivete a info@modenabimbi.it.

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Dott.ssa Maria Giovanna Roio Logopedista
Cell: 340 9974500
Web: www.logopediamo.it




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