La rubrica della logopedista: errori di scrittura nel bambino di seconda elementare

scrittura-a-mano-bambini-2-655x436-655x436

Errori di scrittura di un bambino in seconda elementare, quando bisogna preoccuparsi e come intervenire?

Buongiorno, mio figlio è in seconda elementare e noto che a volte sbaglia a scrivere le P con le B, le V con le F e le D con le T.

Questo succede saltuariamente anche in lettura: lui stesso non ama leggere anche se da ieri ci siamo iscritti in biblioteca per provare a migliorare.

Come affrontare la cosa, meglio fare qualche seduta dalla logopedista? Possiamo aiutarlo noi in qualche modo, ci vuole un po’ di tempo perché acquisisca meglio la differenza?

La risposta della logopedista:

Buongiorno,
prima di tutto suggerisco di effettuare una prova audiometrica dall’otorinolaringoiatra per sicurezza: a volte anche lievissime perdite uditive dovute a otiti ricorrenti o a tappi di cerume possono portare a difficoltà di questo tipo.

Una volta esclusa la possibilità di perdite uditive in determinate frequenze, il mio consiglio è quello di rivolgersi al logopedista per una presa in carico: se il bambino ci sente bene, il problema con molta probabilità è da ricercare nell’immaturità della percezione del suono.

In questo caso il bambino fatica a distinguere il tratto distintivo sordo/sonoro, poiché le coppie di lettere che vengono scambiate sono realizzate nello stesso luogo articolatorio con l’unica differenza della vibrazione laringea.

Facciamo un esempio: se devo pronunciare le lettere P e B, per entrambe devo fermare l’aria in uscita dalla bocca accostando velocemente le labbra (infatti vengono definite “labiali“).

Ciò che le distingue è la diversa vibrazione della laringe (dove sono contenute le corde vocali), che nel caso della lettera B è più forte rispetto alla P.

Se provate ad appoggiare una mano sul collo mentre pronunciate P e B noterete subito la differenza: nel momento in cui pronunciate la B si percepisce chiaramente la contrazione della laringe e delle corde vocali in essa contenute.

In tale caso si definisce la lettera B come un fonema “sonoro”, mentre la P è un fonema “sordo”. La stessa differenza si verifica nelle coppie di lettere F/V e T/D.

Se il bambino fa fatica a percepire il tratto distintivo sordo/sonoro in lettura e scrittura, conviene intervenire tempestivamente per evitare future ripercussioni sull‘apprendimento scolastico.

Se avete un dubbio da chiarire e volete fare anche voi una domanda alla nostra logopedista scrivete a info@modenabimbi.it.

foto-roio_med-2

Dott.ssa Maria Giovanna Roio Logopedista

Cell: 340 9974500

Web: www.logopediamo.it

Rispondi

Please enter your comment!
Please enter your name here

4 + quattordici =