Alleviare il dolore del parto con l’ipnosi, ne parliamo con la dottoressa Jlenia Frasca

usare l'ipnosi durante parto e gravidanza

L’IPNOSI IN GRAVIDANZA E DURANTE IL PARTO

Per la rubrica dedicata alla psicologia ci scrive una nostra fan:

Buongiorno, sono incinta al terzo mese di gravidanza, tutto procede bene ma essendo per me il primo figlio ho molto paura di quello che mi aspetta in sala parto. Ho sentito parlare della possibilità di partorire utilizzando l’ipnosi per alleviare il dolore, funziona veramente? E quando e a chi mi devo rivolgere per saperne di più?

Risponde la dottoressa Jlenia Frasca Psicologa Psicoterapeuta ad Indirizzo Ipnosi Clinica e terapista EMDR

L’ipnosi funziona veramente.

Vi è mai capitato di vedere un ematoma nel vostro corpo e chiedervi: ma quando è successo? Questa è la dimostrazione pratica che noi esseri umani siamo in grado di non sentire uno stimolo doloroso.

Ma come mai questo avviene? E soprattutto come poter replicare questo a mio comando?

Cominciamo dall’inizio.

ipnosi-e-parto-236x300L’ipnosi non è una condizione della mente preoccupante, né tanto meno è così strana.

Di fatto entriamo in uno stato ipnotico più volte al giorno, solo che non lo sappiamo e soprattutto non ci siamo allenati ad usare questo stato naturale della mente a nostro uso e consumo.

E questo è il segreto: imparare a riconoscere questo stato della nostra mente e quindi poi allenarlo al fine di poterlo usare per i nostri bisogni.

In gravidanza questo allenamento è molto utile: calma e rilassa, porta ad ossigenare meglio il sangue e quindi anche il feto, aiuta a sviluppare un pensiero positivo e la presa di coscienza delle proprie capacità.

Nel parto l’ipnosi permette di estraniarsi dal dolore e affidandosi alla saggezza millenaria del corpo, andare con la mente cosciente in un posto sicuro, tranquillo.

Dal quinto mese di gravidanza si può iniziare questa sorta di allenamento alla trance ipnotica in modo tale che la gravida sia in grado di replicare questa condizione naturale della mente in qualunque momento e in qualunque condizione.

Teniamo conto che sulla percezione dolorifica agiscono due tipi di variabili: una fisiologica che inciderebbe sulla cosiddetta “soglia” del dolore e una psicologica che influirebbe sulla “tolleranza” al dolore, influire su tale componente psicologica consente di modulare la percezione del dolore, ed è qui che agisce l’ipnosi.

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Perché scegliere questa tecnica?

Innanzitutto perché non ci sono controindicazioni, poi perché ci sono solide evidenze scientifiche sul fatto che anche per il nascituro il parto sarà meno stressante e più sicuro e il tempo totale del parto è di gran lunga inferiore a chi non usa questo metodo.

A chi rivolgersi? 

Naturalmente ad uno specialista appositamente formato come la Dottoressa Jlenia Frasca, Psicologa Psicoterapeuta ad Indirizzo Ipnosi Clinica e terapista EMDR, che da anni accompagna in questo percorso le donne in gravidanza fino al parto.

CONTATTI:

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Dottoressa Jlenia Frasca
Iscr. Odr. Psicologi Emilia Romagna n° 4229
Cell. 347-5020066 Mail: info@jleniafrasca.it
http://www.jleniafrasca.it

 


LEGGI UNA ESPERIENZA DIRETTA SULL’UTILIZZO DELL’IPNOSI IN GRAVIDANZA E AL MOMENTO DEL PARTO:

”(..) rischio di ripetermi ma io sono veramente convinta che il nostro corpo sappia partorire da solo. Ma a cosa serve allora l’ipnosi se tutto questo può avvenire spontaneamente e, oserei dire, facilmente? Serve a lasciarglielo fare, serve a pensare e a rivivere ricordi e sensazioni piacevoli per distrarre quella parte di noi che vuole metterci paura. L’ipnosi è utilissima e, oserei dire, indispensabile per farti recuperare o acquistare la capacità di leggere i tuoi ritmi, per ascoltare le sensazioni e i segnali che il bambino ti invia, per ingannare la mente razionale permettendoti di rifugiarti in piacevoli sogni. Ho trasformato le contrazioni che si facevano dolorose in qualcosa di diverso: il “mal di testa da gelato” fastidiosissimo all’inizio ma molto piacevole. Quando comincia a scemare oppure la sensazione di salire e scendere sulle montagne russe. Durante il periodo espulsivo la mia vagina è diventata “come volevo io” e allo stesso tempo “come doveva essere”: ampia, morbida, elastica, un breve corridoio tra dentro e fuori. Federico è nato in fretta, è scivolato fuori dolcemente, come se nuotasse, come se si fosse tuffato e ritornasse a galla senza sforzi. questa esperienza mi ha lasciato ricordi intensi ed emozioni indimenticabili e anche ora, a distanza di due anni, posso constatare quasi giornalmente le modificazioni positive che sono avvenute dentro di me”.

(da Partorire Sognando di Colciaghi e Fanano.)

Hai una domanda sull’argomento?

Scrivici a info@modenabimbi.it, la dottoressa Jlenia Frasca ti risponderà.

 


 

 

 

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