Difetti fonetici: quando i bambini confondono i fonemi nella pronuncia delle parole

Nuovo appuntamento con la nostra rubrica dedicata allo sviluppo del linguaggio dei bambini: parliamo di difetti fonetici e in particolare di quando i bambini utilizzano nella pronuncia il fonema “k” invece che quello corretto.

Buongiorno Dottoressa,
la mia nipotina di 5 anni ha un difetto linguistico diagnosticato come chetismo. Praticamente invece di dire “DI’ dice “CHI” e così via dicendo… per questo motivo risulta incomprensibile, la cosa è preoccupante soprattutto perché nel 2020 inizierà la scuola primaria e temo che sia un difetto irrisolvibile. Potete aiutarmi e indirizzarmi. Grazie, rimango in attesa di riscontro.

Risponde la dottoressa Roio…

Buongiorno,
se spontaneamente la bambina non riesce a correggersi e nelle sue produzioni verbali avvertite una predominanza del fonema /k/ (per intenderci il suono duro della lettera C, come nella parola CASA) occorre rivolgersi tempestivamente ad un logopedista per avviare un trattamento logopedico specifico. A 5 anni l’inventario fonetico dovrebbe essere completo e l’eloquio spontaneo comprensibile in ogni sua parte.

Il fonema occlusivo velare sordo /k/ viene prodotto da un innalzamento della base della lingua verso il palato molle (chiamato “velo palatino”): viene definito un suono ‘posteriore’ poiché il luogo di articolazione si trova in fondo alla cavità orale, al contrario di altri fonemi in cui invece la produzione avviene anteriormente, come nel citato esempio /d/ (in questo caso la punta della lingua si appoggia ai denti incisivi superiori). Quindi la bambina potrebbe dire CHECCO per TETTO, CACO o GAGO per DADO, CAVOLO per TAVOLO e così via.

A volte un uso prolungato del ciuccio (o biberon) oppure una suzione protratta del dito possono portare a questo difetto fonetico, in tal caso è opportuno sospendere queste abitudini viziate il prima possibile.

Ad esempio un bambino che utilizza il ciuccio per diverse ore al giorno non ha la possibilità di sperimentare tutti quei movimenti linguali che precedono la corretta realizzazione articolatoria dei suoni della lingua italiana.

Successivamente alla completa rimozione del ciuccio, nel giro di qualche settimana si avvertono già i primi miglioramenti spontanei nella produzione articolatoria, a cui va fatto seguire un training specifico logopedico di impostazione dei fonemi mancanti per evitare future ripercussioni scolastiche con il passaggio alla scuola primaria.


Dott.ssa Maria Giovanna Roio Logopedista

Cell:340 9974500 Email:mariagiovanna.roio@gmail.com

Web: www.logopediamo.it  www.facebook.it/logopedistaModena

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