Il gatto con gli stivali Un racconto per il digitale

Quando:
13 Febbraio 2021@17:00
2021-02-13T17:00:00+01:00
2021-02-13T17:15:00+01:00
Dove:
Online in diretta su Zoom
Online in diretta su Zoom
Costo:
10 euro
Contatto:
Campsirago Residenza
039 9276070
Il gatto con gli stivali Un racconto per il digitale @ Online in diretta su Zoom

Sabato 13 febbraio, ore 17.00 in diretta online:

Il gatto con gli stivali
Un racconto per il digitale

Immaginato e creato da Marco Ferro
Realizzato da Marco Ferro, Stefano Pirovano, Valeria Sacco, Giulietta De Bernardi, Soledad Nicolazzi, Anna Fascendini
Sonorizzazione a cura di Diego Dioguardi
Con Stefano Pirovano
Produzione Campsirago Residenza
Con un ringraziamento speciale ad Alessandra Amicarelli e allo Spazio Laboratorio Fontanili

Sabato 13 febbraio, alle ore 17.00, Campsirago Residenza presenta in diretta online la sua nuova produzione: Il Gatto con gli stivali, un racconto per il digitale immaginato e creato da Marco Ferro con tutti gli artisti della residenza.

Il Gatto con gli stivali, la cui drammaturgia originale è una riscrittura della celebre fiaba, è un racconto multimediale che nasce appositamente per il digitale. Attraverso la compresenza e l’interazione di linguaggi e tecniche differenti che derivano dal teatro di figura, il racconto prende vita all’interno della cornice digitale grazie alla presenza di un attore che narra la storia in diretta, servendosi di parole, immagini e filmati. Il racconto è infatti continuamente integrato da scene realizzate attraverso tecniche differenti: il paper theatre, il teatro d’ombre, la stop motion, il disegno animato, il pop-up theatre.

La componente figurativa del racconto e i materiali impiegati sono il frutto di un processo di creazione artigianale, che parte dal plasmare l’argilla, alla creazione di figure in cartapesta, dalla costruzione di silhouette, alla realizzazione di piccoli teatrini d’ombre, dal ritaglio, all’impaginazione in formato pop-up.

L’impiego di tecniche che derivano dal teatro di figura, oltre a farsi veicolo espressivo della storia narrata, permette mostrare la componente artigianale dell’intero processo creativo. Processo a cui, nell’ultima parte dell’incontro, viene dedicato un tempo di confronto e di dialogo con i giovani (e meno giovani) spettatori. L’intenzione e il senso dell’intero progetto non si esaurisce con il termine della storia narrata: questa versione del Gatto con gli stivali, infatti, vorrebbe essere un seme capace di attivare l’immaginazione e di stimolare la creatività di chi vi assiste, fornendo allo spettatore strumenti e suggestioni utili per l’elaborazione di un racconto in autonomia.

Per la costruzione della drammaturgia si è partiti dalla versione di Perrault per poi abbandonarla e ripercorrerne le tracce a ritroso, attraverso la versione dei fratelli Grimm e di Straparola, fino ad approdare al “Cagliuso” di Basile, lontano dal canonico messaggio moralistico che viene sovente proposto. Nella versione di questo racconto il significato più autentico risiede in quello che sul piano emotivo è il seme più durevole: la relazione di grande profondità tra un giovane e il suo alter-ego, tra un piccolo uomo e il suo “spirito” guardiano, ossia nella relazione tra le manifeste capacità (o incapacità) dell’essere umano e le sue nascoste risorse interiori.

Nella riscrittura ispirata a Basile, il felino a cui si riferisce il titolo è una figura al femminile che, qui, si manifesta per la prima volta attraverso le impronte di fango lasciate a terra dal protagonista, diventa quindi una figura di argilla, per poi trasformarsi in ombra, quindi in silhouette e in figura di carta, per poi acquisire gradualmente sembianze sempre più umane, in un’ibridazione che fonde elementi del corpo dell’attrice con innesti derivati dalla figura.

L’intento del racconto è quello di rendere i giovani spettatori partecipi, non solo della storia narrata, ma anche dell’intero processo creativo che ha permesso di realizzarla, attraverso una prospettiva che ne svela l’illusione e l’artificio, senza tuttavia svilirne la carica di mistero. Accanto ai disegni, alle figure e alle piccole scenografie, durante l’intero arco del racconto sono presenti numerose immagini tratte dalla storia dell’arte: quadri, dipinti e illustrazioni di pittori e illustratori vissuti tra il XVI e il XIX secolo (lo stesso periodo delle varie edizioni della fiaba).

Il racconto avviene in diretta sulla piattaforma Zoom. Per prenotare è necessario compilare il modulo di prenotazione presente sul sito www.campsiragoresidenza.it o al seguente link diretto: https://cutt.ly/KjcFoC6
A prenotazione effettuata verrà inviata una mail con il link Zoom di accesso alla visione del racconto in diretta.

Biglietto 10€ a connessione
Consigliato dai 5 anni.

Info: T. 039 9276070 | M. info@campsiragoresidenza.it | www.campsiragoresidenza.it

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