Buonasera Dottoressa,
ho una difficoltà che riguarda la nonna di mio figlio di 2 anni.
Quando sta con lui, spesso gli parla in dialetto e non sembra comprendere che questo potrebbe confonderlo rispetto all’uso della lingua italiana.
All’asilo, inoltre, viene proposto anche un primo approccio all’inglese, ma mia madre considera inutile (se non addirittura snob) parlargli in un’altra lingua.
Come posso affrontare questa situazione, considerando che non sembra disposta ad ascoltare il mio punto di vista?
Risposta della dottoressa Maria Giovanna Roio, logopedista
Buongiorno,
in caso il bambino non manifesti problemi di comunicazione e di linguaggio non c’è necessità di sospendere l’uso del dialetto: l’importante è esporlo in maniera consistente alla lingua italiana come credo che stia già avvenendo in famiglia con voi genitori e all’asilo. Ogni lingua aggiuntiva (che sia il dialetto o la lingua inglese) deve essere visto come un arricchimento culturale, di cui un giorno fare tesoro.
Diversamente invece in caso di difficoltà linguistiche del bambino (confusione tra nomi, comunicazione prettamente gestuale, scarsa presenza di frasi), conviene temporaneamente sospendere l’uso del dialetto o di altre lingue per permettere al bambino di focalizzarsi sulla lingua italiana. Consiglio poi certamente di effettuare una visita dal logopedista per consigli specifici su come potenziare le competenze verbali del bambino. Recuperate poi le difficoltà di linguaggio iniziali, si potrà tornare successivamente a parlare con lui in dialetto o in inglese.

Articolo a cura della dott.ssa Maria Giovanna Roio
Logopedista Cell: 340 9974500 Web: www.logopediamo.it