Spannolinamento: come iniziare lo spannolinamento, come approcciarsi al bambino, alcuni consigli su tempi e metodi per togliere il pannolino.

Buongiorno,
vi scrivo per chiedere un consiglio.

Mio figlio ha 3 anni, ha eliminato il pannolino la scorsa estate in vista dell’iscrizione alla scuola dell’infanzia ma non è stato facile lo spannolinamento perché la sua reazione è stata quella di trattenere sia cacca che pipì fino a quando non rimetteva il pannolino per il riposo pomeridiano o notturno.

Su consiglio della pediatra ho provato a eliminare il pannolino nel momento del sonno pomeridiano ma lui tratteneva tutto fino alla sera stando anche 12 ore senza evacuare! Ovviamente ho rimesso immediatamente il pannolino nel momento del riposo.

Iniziata la scuola dell’infanzia in queste condizioni dopo pochi giorni ha iniziato a fare la pipì nel water in piedi (non si è mai voluto sedere sul vasino) e nell’arco di 2 settimane abbiamo eliminato il pannolino anche di notte con pochissimi “incidenti”.

Ma con la cacca non ne veniamo a capo. Premetto che lui riconosce benissimo lo stimolo, sa quando deve fare la cacca e lo dice: “sto facendo la cacca in piedi, nelle mutande”. Se la fa sempre addosso, nelle mutandine e in piedi. Abbiamo provato in vari modi a convincerlo a sedersi e farla nel water (o nel vasino, ma proprio non lo vuole) ma senza risultati.

Abbiamo portato pazienza cambiandolo ogni volta e ricordandogli con calma che dovrebbe sedersi sul water, poi qualche volta ci è anche scappata la pazienza (la faceva in piccole quantità anche 7 volte al giorno ed era sfinente alla fine della giornata… soprattutto dopo varie giornate!) e lo abbiamo sgridato (è sbagliato, lo so… ma è successo).

Lo abbiamo anche messo a sedere di forza (solo un paio di volte) ma si blocca e la fa dopo pochi minuti addosso. Abbiamo provato a promettergli un premio: se la faceva nel water gli avremmo regalato un gioco che a lui piace tanto, ma nulla. Recentemente abbiamo insistito affinchè lui vada almeno in bagno quando sente di dover fare la cacca perchè quello è il posto dove si fa e perchè deve capire che se anche lascia un gioco qualche minuto poi può riprenderlo senza timore che nel frattempo sparisca: quasi sempre lui corre in bagno, la fa addosso e poi ci chiama per essere cambiato.

Ogni volta che va in bagno gli diciamo che se vuole può sedersi per farla, che scelga pure lui. Siamo arrivati anche a fargli pulire le mutande sporche nel tentativo di responsabilizzarlo. Gli abbiamo letto diversi libri per bambini che parlano dell’uso del vasino, la “lezione” la conosce alla perfezione ma lui continua a fare di testa sua.

Quando torna da scuola quasi sempre mi dice “ho fatto la pipì nel water e la cacca addosso… sei contenta?” Io rispondo che preferire la facesse nel water…

Ne abbiamo parlato con le insegnanti, ma anche loro non sanno bene come fare. Nel confronto con loro è emersa la stessa “tecnica” del premio… niente neppure lì! Dicono che un passo alla volta arriverà e anche loro hanno iniziato ad invitarlo ad andare in bagno quando deve fare la cacca.

Insommma non sappiamo più cosa inventarci e a brevissimo (entro fine mese) arriverà anche il fratellino quindi temiamo che poi forzare la mano ulterirmente non sia il caso.

Risponde il dott.Bondioli:

Cara mamma,
devo dire sono rimasto favorevolmente colpito dalla  vostra sensibilità e pazienza  nell’affrontare il problema  del vostro  bambino. Mi permetto  solo di  fare qualche  considerazione “da pediatra” condividendo  molto spesso  queste  difficoltà con i miei pazienti.

Ogni bimbo reagisce ai tentativi di introdurre l’abitudine all’uso del vasino con ritmi e modalità personali, come accade per molti altri comportamenti, compreso lo svezzamento.

Le vere competenze e capacità emergeranno  spontaneamente, se si sente in un ambiente famigliare accogliente e sensibile come il vostro! Quindi  fiducia al piccolo, tenendo in mente che il compito di un genitore (compito difficile ed emotivamente coinvolgente) non é solo quello di  addestrare i figli (all’educazione sfinterica come ad altri comportamenti), ma anche quello di cercare di riconoscere quando i figli sono pronti per affrontare una tappa successiva del loro sviluppo.

Raccomanderei quindi ancora pazienza e soprattutto di concentrare l’attenzione sul gioco, sull approfondimento della conoscenza del linguaggio, sulla possibilità di entrare in confidenza con il proprio corpo, piuttosto che non sul controllo delle feci, anche  perchè a 3 anni sono sicuro  che nulla possa far ipotizzare la presenza di patologie di alcuna natura a questo riguardo.

Un ambiente ansioso, che richiede un livello di autonomia non ancora raggiunto dal bambino, a volte  rischia  di  rallentare lo sviluppo, anzichè favorirlo, perché carica inconsapevolmente il bambino di troppe aspettative o di aspettative troppo grandi.

Concluderei, quindi, suggerendole di valorizzare  gli aspetti creativi che il suo bimbo sicuramente dimostra di avere, senza stigmatizzare come fosse negativo un comportamento che sembra non accettabile più per un bisogno della scuola che non per un bisogno attuale del nostro bambino.

Risponde la dottoressa Monica Galassini psicologa:

Carissima mamma,

sicuramente attraverso un’analisi dei comportamenti del bambino e di voi genitori sembra proprio che questo problema sia diventato fonte di tensione e ansia un po’ per tutti. Dalle parole del bambino che dice “ho fatto la cacca addosso, sei contenta?” riferito a lei emerge nel bambino una sorta di sfida che ormai sa che per voi è diventato un problema ed è un modo per attirare l’attenzione.

Lui sa che in questo modo otterrà attenzione anche se attraverso un comportamento negativo. Bisognerebbe cercare di modificare i vostri comportamenti che lui si aspetta. Quindi dovreste agire diversamente in conseguenza agli episodi.

Consiglio di dare quindi meno importanza a questi momenti, non sgridandolo, non promettendogli premi e ignorandolo quando dice frasi come quella già citata ”ho fatto la cacca addosso, sei contenta?”.

Parallelamente utilizzerei una sorta di condizionamento ovvero cercherei di rendere piacevole e confortevole la stanza del bagno mettendo magari un bel tappeto colorato con sopra dei giochi che al bambino piacciono molto e magari qualcuno nuovo che diventeranno i giochi di quella stanza e proporre al piccolo alcuni momenti di gioco insieme in quel contesto senza però insistere sulla cacca (quindi non dire “ti scappa?”…).

Sarebbe importante capire i momenti in cui di solito ha lo stimolo e fa la cacca, e portarlo a giocare lì in quei momenti. Quindi lui assocerà i giochi e il divertimento con il bagno. Metterei un bel vasino colorato nel bagno, ben visibile ma senza dargli troppa attenzione. E vedere come va se quando gli scappa la cacca la farà sul water, visto che comunque lui sente lo stimolo e sa quando gli scappa.

Il rinforzo positivo, ovvero il premio che veniva promesso deve essere dato immediatamente dopo che il comportamento (fare la cacca nel water o vasino se succede) viene messo in atto, quindi quando fa la cacca i genitori dovrebbero dare il premio oppure anche un applauso, un “bravo”.

Quando si fa la cacca nelle mutande si potrebbe provare con il non cambiarlo subito, senza sgridarlo e lasciarlo con le mutandine sporche per un po’ di tempo sempre tutto con tranquillità e solo dopo un po’ cambiarlo.

Anche la frase “sto facendo la cacca in piedi, nelle mutande” è una provocazione; bisognerebbe ignorarlo e quindi come detto senza cambiarlo per un po’.

Questo è anche stato un periodo di cambiamenti, togliere il pannolino, andare alla scuola materna e la notizia dell’arrivo della sorellina, vi suggerisco di trascorrere sempre momenti piacevoli con il bambino dedicandogli momenti esclusivi senza tensione per via di questo problema della cacca e di lodarlo per tutte le cose che fa bene, quando si comporta bene.

Sarebbe utile vivere serenamente questo momento e dare attenzione, molta attenzione al bambino gratuitamente quindi senza che sia lui a richiederla magari con comportamenti negativi.

 

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Articolo aggiornato al 10 gennaio 2020