Students with Raised Arms in Classroom

 

Oggi con la dottoressa Maria Giovanna Roio, logopedista, parliamo di come i genitori possono favorire l’ingresso alla scuola primaria dei loro bambini.

Buongiorno Dottoressa,

mio figlio ha quasi 6 anni e a settembre comincerà la scuola elementare…spesso mi chiedo se è pronto per l’inizio della scuola, da cosa si può capire? C’è qualcosa che si può fare intanto a casa per aiutarlo?

Risposta della dottoressa Roio Maria Giovanna:

Buongiorno,
per un buon inizio scolastico è necessario arrivare preparati per tempo.

Vi sono infatti diversi tipi di prerequisiti che facilitano l’apprendimento della lettura e della scrittura.

Vediamo insieme quali sono i più importanti:

  • buone capacità linguistiche: assenza di difetti di pronuncia, frasi ricche di parole e ben costruite
  • coordinazione occhio-mano e precisione nella realizzazione grafo-motoria
  • riconoscimento visivo di lettere (almeno quelle del proprio nome) e numeri da 1 a 10
  • consapevolezza fonologica.

Lo sviluppo linguistico del bambino si completa entro i 5 anni: durante l’ultimo anno di scuola materna il bambino pronuncia correttamente tutti i suoni della lingua italiana ed è in grado di costruire frasi sempre più complesse per descrivere ciò che gli sta intorno.

Quello linguistico è sicuramente il primo requisito utile per un futuro apprendimento scolastico di successo; se invece capitano ancora degli errori quando si esprime, occorre rivolgersi tempestivamente al logopedista per una rieducazione specifica delle difficoltà.

Un altro prerequisito importante riguarda le capacità grafiche: esistono varie attività di pregrafismo, utili per allenare i bambini che colorano senza rispettare i margini delle figure e che faticano nel copiare le lettere (tratto pesante o incerto, lettere a specchio e al contrario) o i numeri.

Queste sono facilmente reperibili anche in libreria: esistono dei veri e propri ‘quaderni’ di scrittura, dove il bambino deve inizialmente ricalcare, poi seguire i tratteggi ed infine copiare a mano libera.

Fondamentale però è anche la consapevolezza fonologica, ovvero la capacità di riflettere sui suoni (le lettere) che costituiscono le parole: ad esempio, nominare una parola che comincia con la stessa lettera iniziale del proprio nome (F come Federico e come Farfalla).

Solitamente capita che vi sia un’attenzione maggiore per l’attività di pregrafismo a discapito della consapevolezza fonologica: mentre la prima è indispensabile per scrivere bene, quest’ultima è altrettanto necessaria per leggere bene.

Le competenze metafonologiche favoriscono l’apprendimento della lettura (e anche della scrittura) permettendo di riconoscere:

  • la lettera iniziale e quella finale di una parola
  • la somiglianza tra due parole in rima
  • la forma delle parole, ovvero quali sono più lunghe e quali invece più corte.

Per aiutare un bambino a riflettere sulla forma delle parole potete proporgli conte, filastrocche in rima e scioglilingua: queste sono attività facilmente eseguibili a casa e a scuola, molto apprezzate dai bambini attratti dal ritmo costante delle parole in successione.

Se notate che vostro figlio ha poca dimestichezza nei confronti dei suoni delle parole, non riuscendo ad identificarli e a distinguerli l’uno dall’altro (ad esempio, vi dice F come Pane), consiglio di rivolgervi al logopedista prima dell’inizio della scuola elementare.

In pochi mesi il logopedista guiderà il bambino alla scoperta dei suoni delle parole, aiutandolo nel riconoscimento di rime e lettera iniziale, nella scomposizione e ricomposizione di parole, fornendo così la consapevolezza fonologica necessaria ad un corretto apprendimento della lettura e della scrittura.

 

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Dott.ssa Maria Giovanna Roio Logopedista

Cell: 340 9974500

Web: www.logopediamo.it