Se abiti a Modena o dintorni e hai figli in età da albo illustrato, questa notizia fa proprio per te. A marzo 2026 è uscita una piccola meraviglia: “Pimpa alle Gallerie Estensi”, pubblicata da Franco Cosimo Panini Editore in collaborazione con le Gallerie Estensi stesse. Un librino da 11 euro che vale molto, molto di più.
Le Gallerie Estensi: un tesoro sotto casa che (forse) non conosci abbastanza
Partiamo da qui, perché spesso si dà per scontato ciò che si ha accanto. Le Gallerie Estensi sono uno dei poli museali più ricchi d’Italia — eppure quanti modenesi ci sono entrati davvero, con calma, guardandosi intorno?
La Galleria Estense nasce dalla straordinaria passione per l’arte della famiglia d’Este, duchi di Ferrara prima e di Modena poi. Quando nel 1598 la corte si trasferì da Ferrara a Modena (ceduta al papa), portò con sé una quantità impressionante di capolavori. Da allora le collezioni si sono arricchite, disperse, riacquistate, e alla fine — nel 1894 — sono approdate nel Palazzo dei Musei di Largo Porta Sant’Agostino, dove si trovano ancora oggi.
Cosa ci trovi dentro? Mettiti comodo:
- Il busto di Francesco I d’Este scolpito da Gian Lorenzo Bernini — il simbolo assoluto del museo. Una scultura in marmo di una potenza e di una vitalità che ancora oggi lascia senza parole. Bernini lo realizzò intorno al 1650, servendosi di ritratti pittorici del duca, senza averlo mai incontrato di persona.
- Il ritratto di Francesco I d’Este di Diego Velázquez — un capolavoro del pittore spagnolo, commissionato durante un viaggio diplomatico del duca in Spagna nel 1638.
- Il Trittico di El Greco, dipinti del Correggio, del Guercino, di Tintoretto, Veronese, Guido Reni.
- La Biblioteca Estense Universitaria, con manoscritti rarissimi tra cui la celebre Bibbia di Borso d’Este, uno dei libri più belli mai realizzati al mondo.
- Il Lapidario Estense, con reperti romani e medioevali.
- E poi, a pochi chilometri, il Palazzo Ducale di Sassuolo — la “delizia” barocca degli Este, aperta al pubblico da fine marzo fino a dicembre.
Un mondo intero. Un’eredità che appartiene a tutti noi.
Il problema: portarci i bambini (e tenerli svegli)
Chi ha figli lo sa: portare un bambino di cinque o sei anni in un museo e sperare che rimanga incantato davanti a un dipinto del ‘600 è una scommessa. Non perché i bambini non abbiano fantasia — anzi, ne hanno da vendere — ma perché spesso manca il ponte. Qualcuno o qualcosa che traduca quel mondo lontano in qualcosa di vivo, curioso, giocoso.
Ed è esattamente qui che entra in scena lei: Pimpa.
Pimpa alle Gallerie Estensi: la guida che non sapevi di volere
La cagnolina a pois rossi creata da Francesco Tullio Altan compie più di cinquant’anni e non li dimostra. Dopo aver guidato i bambini alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia e al Museo Egizio di Torino, arriva finalmente a Modena — e lo fa in grande stile, volando sulle ali dell’Aquila Estense sopra il Duomo e la Ghirlandina.
Il libro non è una semplice guida illustrata. È un vero e proprio viaggio:
- Pimpa e i suoi amici accompagnano i bambini sala per sala, fermandosi davanti alle opere più importanti e raccontandole con domande, curiosità, osservazioni sorprendenti. Davanti al busto del Bernini, scopre che lo scultore ha ritratto il duca senza averlo mai incontrato di persona — e la reazione dei suoi amichetti è la stessa che avranno i tuoi figli.
- La narrazione alterna fumetti e attività interattive: spazi da colorare, dettagli da cercare, adesivi da applicare ad ogni tappa completata.
- Il percorso include la Galleria Estense, la Biblioteca Estense (con le sue mappe antiche e la Bibbia di Borso d’Este), il Lapidario, e poi via — in carrozza! — fino al Palazzo Ducale di Sassuolo.
- Due pagine sono dedicate all’albero genealogico della famiglia d’Este: perfetto per chi vuole capire chi erano tutti questi personaggi dai nomi complicati.
Il risultato è un libro che funziona sia prima della visita (per preparare i bambini e accendere la curiosità) sia durante (come guida vera e propria tra le sale) sia dopo (come ricordo da sfogliare e completare a casa).
Perché te lo consigliamo
Te lo diciamo come lo diremmo a un amico: questo libretto è uno di quei piccoli investimenti che valgono doppio. Costa 11 euro, ma ti dà uno strumento concreto per trasformare una visita al museo — che rischia di essere “dai andiamo dai andiamo” — in un’avventura che i tuoi figli ricorderanno.
E poi c’è un aspetto che ci piace molto: la Pimpa esiste da oltre 50 anni e ha attraversato quattro generazioni. Quasi certamente anche tu la conosci dall’infanzia. Ritrovarla alle Gallerie Estensi ha qualcosa di commovente: è come se il tuo passato e quello dei tuoi figli si incontrassero proprio qui, nella città in cui vivete.
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