Dal 2013 anche in Italia arrivano per i papa’ i permessi per la nascita del figlio

Con la recente approvazione della riforma del lavoro arriva finalmente in Italia il riconoscimento ai padri di permessi per la nascita del figlio anche se solo dal 2013 e in termini ridotti rispetto a quelli che erano ragionevolmente auspicabili visto l’intento della normativa di portare ad una maggiore condivisione dei compiti genitoriali all’interno della famiglia.

Come avevo già scritto qui

http://www.modenabimbi.it/2012/03/04/i-permessi-per…riconoscimento/

il progetto di legge per assicurare il diritto dei padri ad astenersi dal lavoro per la nascita del figlio era da tempo fermo in parlamento in attesa di trovare una copertura finanziaria adeguata e allo stato attuale solo i fortunati lavoratori dipendenti ai quali si applicano contratti collettivi nazionali di categoria che riconoscono  tre giorni di permesso, pagati dal datore di lavoro, possono assentarsi per la nascita del bambino senza dover richiedere ferie o permessi.

Dal 2013, e in via sperimentale fino al 2015, questo diritto è riconosciuto a tutti i lavoratori dipendenti anche se come scrivevo sopra la durata del permesso è molto ridotta rispetto a quello che ci si aspettava; infatti dagli iniziali dieci giorni di astensione palesati dalla Comunità europea, si è passati a quattro giorni discussi in fase di elaborazione della norma nel parlamento italiano per poi ridursi in fase definitiva ad un solo giorno obbligatorio di permesso e due facoltativi.

In pratica i padri lavoratori dipendenti:

  • dovranno astenersi obbligatoriamente dal lavoro un giorno per la nascita del figlio;
  • potranno astenersi facoltativamente dal lavoro per altri due giorni, anche consecutivi, previo accordo con la madre. Questi due giorni saranno in sostituzione a quelli goduti dalla madre se si trova nel periodo di astensione obbligatoria (periodo che di norma termina tre mesi dopo il parto).

I tre giorni dovranno essere usufruiti dal papà entro cinque mesi dalla nascita del bambino.

Durante la fruizione dei permessi il padre sarà retribuito a carico dell’Inps con una indennità pari al 100% della retribuzione.

Adempimento necessario per fruire dei permessi è quello di comunicare almeno quindici giorni prima al datore di lavoro in forma scritta i giorni scelti per stare con il bambino.

La norma così formulata nella riforma del lavoro non parla dei genitori adottivi o affidatari ma si presume sia senz’altro applicabile anche in queste due ultime ipotesi; non sono invece concedibili i permessi ai lavoratori iscritti alla gestione separata dell’Inps, i c.d. parasubordinati, e a i lavoratori autonomi.

Considerato che la norma entrerà in vigore a partire dal primo gennaio 2013 sarà auspicabile un intervento da parte dell’Inps per illustrare in modo più chiaro le modalità di comunicazione della volontà di utilizzare i permessi al datore di lavoro e all’ente stesso; infatti il parto non avviene sempre nella data presunta certificata dal ginecologo e quindi se il padre volesse proprio usufruire dei  tre giorni in coincidenza del parto o nei giorni immediatamente successivi dovrebbe comunque lasciare “in bianco” la data prescelta a meno che non si tratti di un parto cesareo con data già concordata. Così come la madre dovrà necessariamente informare l’Inps e il datore di lavoro dell’avvenuto godimento degli stessi da parte del padre.

a cura di Federica Dosi

 

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[info]Leggi tutti gli articoli in materia di lavoro e diritti:

http://www.modenabimbi.it/category/blog/diritti-e-doveri-dei-genitori/[/info]

 

16 Commenti

  1. Sono padre di un figlio e l’anno prossimo lo diventerò di un altro
    VOGLIO DIRE CHE QUESTO PROVVEDIMENTO E’ SEMPLICEMENTE RIDICOLO!
    Intanto non sono 3 giorni, ma sono 1+2 facoltativi, inoltre i 2 giorni vanno presi dal 3 al 5 mese e per farlo bisogna avvisare 15gg prima il datore di lavoro!!!!!!!!!!
    Ho detto tutto, olter che essere una presa di giro, secondo me siamo sempre più un paese vicino al 3° mondo anche in fatto di leggi complicate
    INOLTRE in questo provvediamento così capsioso io ravviso anche la volontà del legislatore, di indurre più confusione che chiarezza e innescare in questo modo (per prendere 2 giorni aggiuntivi) una diatriba retributiva con l’inps, che fa i rimborsi attuali alle madri.
    Come dovrebbe fare secondo loro una madre ad interrompere la maternità per far si che il padre possa prendere sti 2 miserissimi 2 giorni. E anche se fosse che sarebbe un sostengo alla famiglia questo? A me pare proprio di no, valutate voi!

  2. In effetti sono nella stessa situazione, ma è una legge che fa pena… Una legge di cui vergognarsi a confronto con i paesi civili

  3. A febbraio diventerò papà per la prima volta e con questo voglio dire che sono assolutamente d’accordo con voi, in parlamento quando c’è da decidere se abbassarsi lo stipendio sono sempre tutti d’accordo a non abbassarselo, quando poi in realtà c’è da dare un aiuto concreto, anche se minimo, alle famiglie, decidono per un solo giorno e due facoltativi… Inutile, come d’altronde sono inutili loro.
    Felicitazioni a tutti.

  4. Ciao a tutti,
    sono d’accordo, è un misero contentino per 2 miserissimi giorni…… siamo lontani anni luce dai paesi sviluppati seriamente !!!!!!

  5. Fintanto che gli italiani continueranno a lasciarsi prendere così per i fondelli non vedo soluzioni. Che legge del cavolo è questa? La Fornero doveva starsene a casa anziché comprarsi quella laurea

  6. Ridicoli, il 29 dicembre e’ nata la mia seconda figlia, adesso volevo informarmi su questa nuova possibilita’ ma ritengo che tutto cio’ sia umiliante per noi padri..3 giorni per fare cosa?? E poi sul sito dell’ Inps non se ne parla proprio..a chi devo fare la domanda, c’e’ un modulo? Intanto mi pendo il classico congedo parentale retribuito al 30% e poi si vedra’.Poveri noi e sempre piu’ povera Italia…3 giorni ahahhaha che barzelletta

    • Al momento non c’è nessun modulo, l’INPS non ha ancora dato istruzioni, intanto faccia la richiesta al datore di lavoro su carta bianca indicando le date nelle quali vuole usufruire dei permessi, sicuramente entro la fine del mese il caro istituto INPS si pronuncerà. E congratulazioni per la nuova arrivata!

  7. Incredibile, 630 menti che pensano un progetto di legge del genere.
    Che vergogna!!!!!
    Vorrà dire che i giorni li prendiamo da quelli che ancora ci spettano

  8. ma se bambino nasce di domenica, che non è giorno lavorativo, permesso retribuito obbligatorio di un giorno in questo caso vale per lunedi?

    • Il congedo obbligatorio può essere preso entro 5 mesi dalla nascita del figlio e non per forza in concomitanza della nascita del bambino. Quindi può essere tranquillamente preso anche il primo giorno lavorativo successivo alla nascita. Cordiali saluti. Federica

  9. Una legge veramente TRISTE e RIDICOLA!!!!!
    faccio una domanda forse un pò stupida…. a breve diventerò
    papà di 2 Gemelline, il congedo previsto rimane sempre di 3 giorni o si raddoppia?

    • No mi dispiace la circolare 40/2013 dell’inps precisa che anche in caso di parto plurimo il congedo rimane di un unico giorno obbligatorio + i 2 facoltativi. In bocca al lupo per la nascita delle sue figlie! Federica

  10. inutile che ci lamentiamo,pensate quei poveri……………………….politici….che dovrebbero togliersi dei beni per tirar fuori i soldi per farci stare a casa con nostro figlio…ma che scherziamo…

  11. Sono un papà di tre figli, quattro a Gennaio.
    Questo perché nonostante la crisi generale del nostro paese piace la famiglia intesa come famiglia Cristiana. Ora non dico che voglio obbligatoriamente aiutato solo perché siamo numerosi ma studiarsela tutta per non aiutare e da vergogna. Con il nuovo calcolo Isee hanno letteralmente spezzato le gambe a tantissima gente!!! e con questo voglio dire solo ai cari nostri politici di questo passo dove arriveremo?
    VERGOGNATEVI. !!!!!!!!!!!!!!!

  12. Volevo sapere se la legge è valida o se ha subito variazioni: se i tempi per usufruire di questi giorni sono rimasti invariati, cioè se si può usufruire di questi 3 giorni di permesso retribuito entro i 5 mesi della nascita del bambino e se sono sempre 3 giorni

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