I genitori si separano, come parlarne ai figli?

Il momento in cui i genitori devono comunicare la separazione è molto importante, molto delicato e rappresenta un cambiamento significativo per tutti, soprattutto per i bambini.

Ai figli va sempre detta la verità, con chiarezza e andrebbe comunicata mutandola a seconda dell’età. 
Ai più piccoli è sufficiente dire che mamma e papà non vanno più d’accordo; se i figli sono più grandi le richieste di chiarimenti aumentano e bisogna assecondarle, evitando però di entrare troppo nei dettagli della circostanze che hanno causato la rottura (es. un altro uomo/donna).
Se vogliono sapere di più è bene dire che ci sono cose che riguardano solo i grandi.

Non dimentichiamoci che per i figli si rivela essere più dannoso stare in uno stato di incertezza e confusione e che loro sono degli attenti osservatori, sempre attenti a cogliere gli stati emotivi degli adulti.

Per i figli la separazione è sicuramente un evento doloroso, che li mette di fronte a diverse sofferenze, ma la “traumaticità” dell’evento stesso dipende molto da come viene gestito dai genitori.


Di seguito sintetizzo una serie di linee guida per proteggere i figli in caso di separazione.

 

Comunicate l’intenzione di separarvi possibilmente insieme, dimostrando accordo sulla decisione, usando parole semplici, adatte all’età dei bambini, sottolineando che l’amore tra un uomo e una donna può finire, ma non finisce mai quello per i figli, per cui, anche se non vivranno più insieme, i bambini avranno sempre la loro mamma e il loro papà su cui contare.Il bambino deve sapere che la propria mamma e papà saranno sempre i suoi genitori, anche se il matrimonio finisce e non vivranno più tutti insieme.

Rassicurate i figli sul fatto che la separazione è una decisione vostra, e loro non c’entrano, non hanno nessuna colpa, questo perché a volte i bambini si attribuiscono delle colpe senza motivo.

Aiutate il bambino ad esprimere i suoi pensieri e sentimenti rispetto alla separazione. Le reazioni emotive possono essere le più diverse in base all’età, dalla rabbia al pianto, alla paura per l’incertezza sul chi si prenderà cura di lui. Può capitare che i figli si chiudano nel silenzio e si isolino.

Ogni bambino reagisce a modo suo a questo cambiamento del sistema famiglia.

Talvolta, anche a distanza di qualche tempo, possono manifestare disagi di tipo fisico come mal di pancia, di testa, fatica a dormire o di tipo comportamentale (i bambini possono diventare irritabili, aggressivi, modificare il rendimento a scuola, piangere senza motivo…). Soprattutto nei casi in cui le difficoltà manifestate non rientrino possiamo rivolgerci ad uno psicologo che ci aiuti a capire cosa sta vivendo il bambino/ragazzo in questo momento.

Non date al bambino delle “false speranze”, chiarite che la decisione è definitiva per evitare che il bambino alterni delusioni e illusioni e si sforzi per farvi tornare insieme

Non parlate male al bambino dell’altro genitore. Nell’interesse del bambino è necessario mettere da parte la rabbia e restituirgli gli aspetti buoni del suo papà o della sua mamma. So che questo non è sempre facile ma se dovete “sfogare” la vostra rabbia fatelo con altre persone e non fatevi sentire dal vostro bambino.

Evitate di cercare la complicità del bambino contro l’altro genitore usando atteggiamenti vittimistici; evitare di usarlo come “spia” per capire cosa fa l’ex.

Cercate di far vedere al bambino in modo regolare il genitore che non vive con lui; il bambino ha bisogno di entrambi i genitori, deve poterlo vedere o sentire quando ne sente l’esigenza.

Il bambino dovrebbe mantenere il più possibile le sue abitudini e continuare a vivere nella stessa casa, frequentare la stessa scuola, rispettare le stesse regole che aveva prima della separazione. Anche le regole dovrebbero essere mantenute in modo coerente da entrambi i genitori. La coerenza tra i genitori era importante prima della separazione ma lo è ancora di più dopo.

La tendenza a diventare più permissivi, a diminuire un po’ le richieste può anche avere un senso, purché tutto questo faccia parte di una ricerca di nuove regole, di uno stile di vita più adeguato alla nuova situazione. Se invece le concessioni fanno parte di una competizione a distanza fra i due genitori per conquistare il titolo di “genitore più buono” (cioè più generoso, più disponibile alle trasgressioni, più disposto a firmare giustificazioni per la scuola o a soddisfare capricci), o se hanno un significato del tipo “poverino, con tutto quello che sta passando”, attenzione: non sarà poi giusto lamentarsi se i bambini impareranno a “sfruttare la situazione”, diventando sempre più esigenti e insofferenti alle limitazioni.

Le decisioni importanti relative al bambino dovrebbero essere prese insieme e cercate di essere entrambi presenti a eventi importanti come compleanni, feste di vario tipo, recite…

Per i figli è importante anche che i genitori, sebbene separati, manifestino attenzione ed interesse quotidiani per la loro vita scolastica, per le loro amicizie e per le loro attività sportive. Inoltre, è determinante porre attenzione agli scambi comunicativi tra madre e padre nei passaggi da una casa all’altra.

Prima di presentare un nuovo partner cercate di aspettare e questo non deve diventare un “genitore sostituitivo”

La separazione viene vissuta come la fine di un legame, ma dovrebbe essere anche vista come l’inizio di una nuova fase della vita. È importante garantire il benessere dei figli e ri-progettare nuovi scenari per il futuro avendo fiducia nella capacità di rigenerare i legami.

Con il passare del tempo, lo stile di vita di una famiglia con un solo genitore trova una sua stabilità. E’ importante incoraggiare il bambino ad esprimete le sue emozioni ed è altrettanto importante dedicare tempo ad ascoltarlo. 


 

 

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